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Chiesa di San Francesco d’Assisi Gallipoli

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Chiesa di San Francesco d’Assisi a Gallipoli

Pubblicato il: 2013-02-11 21:35:47

Categoria:  News Gallipoli e Salento - Monumenti a Gallipoli e Salento

In estate e inverno le funzioni religiose della chiesa di San Francesco d’Assisi a Gallipoli sono accompagnate dalla brezza del mare.
La sua facciata in carparo, pietra che deriva dalla cementazione di sedimenti di roccia calcarea, è infatti rivolta verso lo Ionio, mentre la parte posteriore guarda al cuore della città salentina.


La chiesa più antica di Gallipoli risale al Trecento e secondo la leggenda fu fatta costruire per volontà di San Francesco d’Assisi, sbarcato in Salento di ritorno dalla Terra Santa. Le modifiche e le ristrutturazioni avvenute tra il Seicento e il Settecento hanno però alterato la struttura originale, occultandone le originarie peculiarità medievali.

La stessa facciata, per esempio, venne rifatta nel 1736 da Mauro Manieri ed è articolata su due livelli.
Il piano terra è costituito da un portale inserito all’interno di un grande portico ad arco, mentre il piano superiore, composto da una parte centrale concava, presenta sulla sommità lo stemma dell’ordine francescano e l’epigrafe per ricordare l’anno di costruzione della struttura.
Il campanile risale invece al Cinquecento, mentre l’interno, in stile barocco, costituito da tre navate, ospita una serie di tavole, dipinti e opere di grande pregio.

Tra queste sono da ricordare :

  • un crocifisso di legno
  • un organo a canne risalente al XVIII secolo, che sovrasta un presepe in pietra del XVI secolo, attribuito allo scultore Stefano da Putignano , artista di spicco del primo Rinascimento meridionale
  • l’altorilievo con San Michele Arcangelo che uccide il drago, del XV secolo
  • la tavola raffigurante San Francesco d’Assisi, attribuita al pittore Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, considerato il massimo pittore friulano del Rinascimento e allievo di Tiziano
  • la tela dell’Annunciazione, opera del pittore gallipolino Giovanni Domenico Catalano

Lungo le pareti laterali sono disposti dieci altari barocchi, che rappresentano l’aspetto più caratteristico della chiesa e che ogni anno attirano migliaia di visitatori.
Le cinque a destra sono chiuse, mentre quelle a sinistra sono comunicanti tra loro e coperte da volte.
Tra queste spiccano la :

  • Cappella di Sant’Antonio da Padova che regge il Bambino
  • la Cappella di Santa Francesca Romana, con un altare in marmo policromo e una statua in legno
  • la Cappella dedicata a Sant’Anna, risalente ai primi del Seicento e sormontata da un dipinto raffigurante La Famiglia di Sant’Anna
  • la Cappella dell’Immacolata, che contiene una tela avente come soggetto il Padreterno e una statua dell’Immacolata
  • la Cappella della Purificazione
  • la Cappella della Fonte Battesimale
  • Cappella del Crocefisso, che si trova entrando sulla destra, detta anche degli Spagnoli o del Malatrone, costruita nel 1681 per desiderio di don Giuseppe della Cueva, castellano spagnolo, con lo scopo di ricordare i suoi soldati compatrioti morti a Gallipoli e per farne il sepolcro della propria famiglia.

Al centro della Cappella vi era un grande crocefisso di legno, ai lati del quali sono tuttora ammirabili le statue, nello stesso materiale, dei due ladroni, il cattivo ladrone Misma che non volle pentirsi neanche all’ultimo, e il buon ladrone Disma, opera settecentesca di Vespasiano Genuino.
È soprattutto la figura di Misma, conosciuta come Mallandrone, a colpire per il realismo del volto, teso in una smorfia inquietante e sarcastica che illustra in modo immediato e diretto come il peccato distrugge l’animo umano. È addirittura Gabriele D’Annunzio, giunto a Gallipoli nel 1895, a testimoniarne l’ ”orrida bellezza” in una sua opera.

Se anche voi volete visitare questa questa splendida costruzione, insieme alle altre della bellissima città di Gallipoli, non perdetevi i fantastici last minute delle case vacanza del residence Rosa Virginia